Il Col di Lana in guerra: sulle tracce della storia della “Montagna di Sangue”

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Immagina di girare su te stesso e di vedere in ogni istante una cima nuova: la vista a 360° dal Col di Lana è davvero unica! Dalla Marmolada al Set Sass, dal Sella alla Tofana di Rozes, dal Pelmo al Civetta, per poi arrivare fino al Sasso Bianco e alle Cime d’Auta … è davvero incredibile quante cime si possano ammirare da qui!

Partiamo dai piccoli abitati di Palla e Agai (in ladino Pala e Daghè) appena sopra Pieve di Livinallongo e iniziamo a salire nel bosco di abeti rossi imboccando la strada forestale con segnavia n°21. In alcuni punti il bosco si apre e ci regala una splendida vista sul Monte Pore. Proseguendo gli alberi si fanno via via sempre meno fitti e presto raggiungiamo i campi erbosi del Ciampac: la vista si apre definitivamente facendoci ammirare alcune delle vette dolomitiche più famose come Civetta, Marmolada, Tofana di Rozes, Croda Negra, Averau e Nuvolau. La cima del Col di Lana rimane invece ancora nascosta dal Cappello di Napoleone.
Saliamo ancora e la strada si fa sentiero: raggiungiamo così il Plan de la Chicia e il Panettone, punto strategico aspramente conquistato dai soldati italiani nell’ottobre 1918 durante Grande Guerra. Ancora oggi si possono vedere tracce di alcuni baraccamenti.
Proprio qui vediamo il bivio per il Teriòl Ladin, sentiero storico molto bello che percorre il periplo del Col di Lana.
Continuiamo poi a salire aggirando il Panettone: la fatica inizia a farsi sentire, ma la cima è ormai vicina! Salendo tra erba e roccette ci imbattiamo nella Galleria Sant’Andrea, che fu scavata dai soldati italiani per far brillare la mina il 18 aprile 1916 e far così esplodere la cima del Col di Lana per far indietreggiare l’appostamento austriaco. Ancora oggi dalla cima del Col di Lana possiamo osservare il terribile cratere.

Riprendiamo la ripida salita e in breve tempo intravediamo il bivacco, la cappella e la croce di vetta: la cima è nostra! La vista da qui ripaga tutta la fatica fatta!

 

Photo credits: Elisa De Nardin

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