La storia siamo noi, sotto il cielo di Arabba: l’Ossario del Pordoi

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Un imponente torrione che si staglia nel cielo di passo Pordoi. La memoria di un passato che possiamo toccare con mano ancora oggi. Il dolore dei tristi anni della guerra, per non dimenticare mai.

Partiamo dalla cima di passo Pordoi e seguiamo il facile sentiero che sale in falsopiano alle pendici del Boè. Il panorama è incredibile: un anfiteatro di prati verdi contornato dalla dura roccia dolomitica e dal cielo estivo azzurro intenso. Ad est i gruppi delle Tofane e del Col di Lana, a sud il gruppo della Marmolada.
Presto raggiungiamo il Sacrario germanico, formato da un torrione a pianta ottagonale con basamento circolare a due ripiani. In questa incredibile costruzione commemorativa, costruita tra la fine degli anni Trenta e la fine degli anni Cinquanta, trovano pace i resti di 454 soldati germanici e di 8.128 soldati austro-ungarici caduti durante la Grande Guerra, e di 842 tedeschi della Wehrmacht morti durante la Seconda Guerra Mondiale, collocati all’esterno della cripta.
La sacralità e il silenzio di questo luogo hanno il potere di fermare il tempo.

Poco più su, sulla roccia del Boè intravediamo gli intrepidi che affrontano la temuta ferrata Piazzetta, sotto di noi invece numerosi ciclisti che intraprendono le storiche salite del Sellaronda e poco più in là, i coraggiosi bikers che affrontano le adrenaliniche discese in MTB. Il passo Pordoi offre spunti davvero per tutti i gusti!

Facciamo poi ritorno lungo il sentiero dell’andata, assaporando ancora un po’ l’aria fresca di alta quota e ci concediamo un meritato strudel di mele al rifugio del passo.

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