Percorri la Via Ferrata delle Trincee della Prima Guerra Mondiale

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Adrenalina, divertimento e panorama mozzafiato: il mix perfetto per la Ferrata delle Trincee. Una via ferrata emozionante che percorre le suggestive creste che uniscono Porta Vescovo e Padon, al cospetto della Marmolada. In tutto il percorso non si perde mai di vista la Regina delle Dolomiti che, con l’ azzurrissimo lago di Fedaia, crea una cornice davvero unica! Percorribile in circa 3 ore, inizia con un primo momento più tecnico e verticale, per poi passare all’ adrenalinico ponte sospeso e per finire con le storiche gallerie della Prima Guerra Mondiale.

Partiamo dalla sella di Porta Vescovo, raggiungibile sia dal passo Fedaia (a piedi in circa 1 ora) che da Arabba (tramite impianto di risalita oppure a piedi in circa 1 ora e 30 minuti).
Mentre ci stiamo preparando con casco, imbrago e moschettoni, subito rimaniamo impressionati e affascinati dai primi 30 metri verticali su roccia scura vulcanica che ci aspettano di fronte a noi.
Grazie alle salde corde e ai facili appigli, assaporando la roccia ruvida, raggiungiamo la sommità, conquistando così un doppio panorama: a sinistra Arabba con la valle di Fodom e a destra la Marmolada con il lago di Fedaia. Da rimanere a bocca aperta!
Dopo la prima fatica, proseguiamo tramite alcuni passaggi divertenti e meno impegnativi e in breve tempo siamo già al punto più famoso di tutto il percorso: il mitico ponte sospeso! Una foto è d’obbligo!
Continuiamo poi su passaggi in discesa che ci conducono alla fine del primo tratto di ferrata: da qui i meno allenati possono decidere di imboccare il sentiero che li condurrà comodamente al Rifugio Padon a sinistra, oppure a Porta Vescovo a destra.
Risaliamo poi le rocce intravedendo i primi resti dei baraccamenti militari e continuiamo sul secondo tratto di ferrata, meno impegnativo del primo, ma mai da sottovalutare.
Tramite passaggi con tratti in salita e in discesa, raggiungiamo le famose gallerie scavate dai soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale: è inimmaginabile ai nostri occhi, pensare agli inverni passati qui in quei terribili anni.
Percorsi questi ultimi tratti storici, raggiungiamo facilmente il Bivacco Bontadini: da qui per chi ha ancora energia, è possibile salire facilmente in 10 minuti in cima alla Mesolina (2642 m), per godere ancora un po’ della magnifica vista sulla Regina.
Proseguendo poi in discesa per riprendere il sentiero che ci riporterà al punto di partenza, non può sicuramente mancare una tappa al Rifugio Padon (2407 m) per un meritato spuntino!

 

Photo credits: Elisa De Nardin

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