Bramezza

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Con una piacevolissima camminata che da Santa Maria delle Grazie attraversa il villaggio di Caracoi, si raggiunge l’incredibile abitato di Bramezza: un balcone panoramico sul Civetta con vista dall’alto sul lago di Alleghe.

Passeggiando con sguardo attento e naso all’insù, noterai che l’architettura del luogo è del tutto singolare: elementi tipici locali quali fienili, ponti sospesi di collegamento tra le antichissime case, mura a sassi, e lèrcher (sporgenza di forma quadrata costruita su un lato della casa contenente il focolare) si fondono con particolari inusuali come i camini in stile ottomano. Ma come è arrivato fin qui questo stile? La storia ce lo racconta.
Durante la battaglia di Lepanto del 1571, molti prigionieri turchi furono deportati dalla Serenissima, per farli lavorare nelle miniere di carbone che alimentavano i forni fusori dell’Agordino. Anche il nome delle due vicine frazioni di Caracoi (Agoin e Cimai) ha origine quasi certa dal termine turco Karaköy, “villaggio nero”, presente anche nella toponomastica di un noto quartiere di Istanbul. Negli anni ’90 venne alla luce l’ingresso della galleria delle miniere, menzionate da alcuni documenti già dal 1100 d.C. Un abitato così ricco e signorile, nonostante la distanza dal fondovalle deve probabilmente alle miniere la sua ricercatezza, che affascina oggi come ieri.