Cima Pape

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In fuga dalle grandi città, alla ricerca di natura e relax

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Cima Pape sopra Cencenighe (detta anche Sansòn dai locali) è una meta alternativa, dove la pace regna sovrana. Non è soggetta alle stagioni e ai flussi del turismo di massa, è sempre lì per te, in attesa di essere vissuta e portata a valle accompagnandoti anche al ritorno a casa, ogni volta che nella tua mente vorrai evocare quest’esperienza.

Dalla frazione di Bogo, conosciuta anche per l’accesso ai magici massi della falesia di Mesaròz, prosegui per l’abitato di Chioit, dove sono ben visibili le pietre intagliate frutto della maestria degli scalpellini di Cencenighe: tra architravi di porte e finestre, pavimentazioni e fontane, scoverai le tracce della loro arte.

Passo dopo passo, in un lungo viaggio che richiede attenzione, ti ritroverai in cima a questa slanciata cima di origine vulcanica: il colore delle rocce non lascia dubbi.

Un’antica leggenda agordina ci racconta che il Monte Pape fosse la dimora di un enorme drago, che si svegliava all’alba sputando fuoco tutt’intorno, colorando di rosso le nubi ed il profilo delle montagne. Poi il drago volava verso il Lèch di Giài a Rocca Pietore, dove amava nuotare spruzzandosi addosso l’acqua. Solo alla sera ritornava in volo al Monte Pape, la sua casa prediletta.

 

Photo credits: Moreno Geremetta

Cima Pape