Miniere del Fursil

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Colle Santa Lucia e il Monte Pore sono indissolubilmente legate alla storia delle miniere del Fursil, inizialmente chiamate “Wersil”, iniziata nel 1177.

La posizione geografica del giacimento, fino alla Grande Guerra territorio tirolese ma direttamente al confine con la Repubblica di Venezia, fu motivo di continui scontri e dibattiti sul diritto di sfruttare le miniere sia internamente al Tirolo (tra Novacella e Bressanone) sia tra Tirolo e Venezia. Ciò che scatenò una vera e propria corsa al “Ferro dell’Agnello“ marchiato con il simbolo del Vescovado di Bressanone, erano le straordinarie caratteristiche che lo avvicinavano all’acciaio e lo rendevano adatto alla produzione di spade ed oggetti da taglio, richiestissimi in ogni parte d’Europa.
Nel XVII Secolo le Miniere del Fursil raggiunsero la massima espansione. Per il trasporto del minerale tra Agordino, Zoldano, Cadore e Tirolo, si utilizzava la cosiddetta “Strada da la Vena” che collega ancora oggi le Miniere del Fursil al Castello di Andraz, dove si trovava un forno fusore, per raggiungere poi Val Badia attraverso il Passo Valparola. Nel 1700 le colonie entrano in una concorrenza inesorabile con l’estrazione dei minerali e lentamente anche le Miniere del Fursil vengono abbandonate.
Oggi la visita guidata alle Miniere del Fursil è un’esperienza entusiasmante per tutta la famiglia.

Miniere del Fursil