Val Ombretta e il centro geografico delle Dolomiti

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Tra i luoghi più suggestivi e leggendari dell’arco alpino, la Val Ombretta si presenta come l’immagine del puro idillio: una fortezza di roccia argentea e soleggiata che si innalza sopra verdi pascoli fino ad incontrare il cielo.

I racconti popolari rievocano la storia della principessa Ombretta, figlia di Re Ombro, trasformata in pietra per un incantesimo; la leggenda narra che la sua immagine sia scolpita nella roccia della parete e che si possa ancora udire la sua voce echeggiare tra le guglie.
Forse gli alpinisti che osano fin lassù l’hanno sentita: sulla parete Sud sono state poste pietre miliari dell’alpinismo in ogni epoca. Ad aprire le danze nel 1901 fu una donna straordinaria, la nobildonna inglese Beatrice Tommasson, che accompagnata dalla guida Michele Bettega, conquistò Punta Penia. Arrivarono poi negli anni ’80 due giovani cecoslovacchi ad aprire la “Via attraverso il pesce”, raggiungendo l’iconica nicchia; ma sono molti altri i nomi da ricordare…
Lo scampanellio delle mucche ti accoglie nei pressi di Malga Ombretta, dove si custodiscono segreti tramandati da generazioni nell’arte casearia.
Sei disconnesso e nella pace dei sensi, ti trovi in un punto Greenwich del pianeta: sei nel Centro geografico delle Dolomiti. Un monumento ricavato da un larice secolare che racchiude un cuore di pietra calcarea te lo ricorda e ti invita a un irrinunciabile foto ricordo. Ancora un piccolo sforzo e arrivi al Rifugio Falier.

Val Ombretta e il centro geografico delle Dolomiti