Stua Sa Laste: via dal caos della città per un bar-ristorante sulle cime dolomitiche

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Parliamo di due ragazzi che, insieme, decidono di cambiare strada lasciandosi alle spalle la città e si innamorano di un piccolo paese di montagna, immerso nelle bellezze della roccia, nei profumi del bosco e nel suono della natura.
Nasce così Stua Sa Laste, un bar-ristorante dove rilassarsi e lasciarsi trasportare dalle proposte di Dario in cucina e dall’allegria di Silvia in sala.

Questa storia inizia con una scelta, quella di Dario, che, stanco dallo stress e dai ritmi vertiginosi della città, un giorno cede il ristorante che gestiva da più di dieci anni nella provincia di Padova e, insieme alla moglie Silvia, decide di ripartire da zero.

Ma la vita sa spesso sorprendere in poco tempo: basta infatti una gita fuori porta a Laste e tutto cambia ancora.

Infatti, in quel piccolo borgo del comune di Rocca Pietore, scoppia subito l’amore per quella che definiscono “la vista più bella dell’Agordino”.
“La bellezza del paesaggio, il silenzio, la tranquillità, le passeggiate nel bosco. Laste è un luogo magico con una vista impagabile.” precisa Silvia.

La scoperta poi del progetto dell’Ospitalità diffusa, creato per ridare lustro al piccolo paese, non lascia più nessun dubbio a entrambi perché, come spiegano insieme, “Sentivamo che potevamo fare solo una cosa: sfruttare la nostra esperienza nella ristorazione e cogliere quest’opportunità, trasferendoci qui per iniziare la nostra nuova avventura.”

La passione mai assopita per la cucina ed il fascino di un ambiente magico, immerso nella tranquillità e nel verde, si fondono e portano alla creazione di Stua Sa Laste, un bar-ristorante creato ristrutturando un vecchio fienile del 1892.
Travi a vista, un bancone di massiccio legno antico, una stufa che riscalda e la luce naturale del sole che entra dalle numerose finestre accolgono gli ospiti all’interno del locale, all’insegna di un’atmosfera tonda, morbida e rilassante.
Pochi posti per un ambiente intimo e con una vista unica: il Pelmo, il Civetta e il Sass de Rocia. E non da ultimo, un angolino che funge da reception per chi vuole soggiornare negli alloggi dell’Ospitalità diffusa di Laste.

In cucina, invece, “abbiamo cercato di fare un po’ di confusione”, spiegano sorridendo. Tra le proposte non mancano i prodotti tipici e locali, ma il menù stupisce anche con piatti diversi da quelli montani tradizionali. Una scelta che i lastesani e i turisti fin da subito hanno accolto e apprezzato.
Stua Sa Laste è aperto dieci mesi l’anno, per offrire un servizio costante e diventare un vero punto di riferimento nella zona, sia per le persone locali, sia per i turisti, proprio perché, come Silvia precisa, “… volevamo fare la differenza e dare tutto l’anno quel servizio che solitamente qui non viene preso in considerazione”.

La valorizzazione dei piccoli borghi, infatti, comincia proprio dando la possibilità, a chi vuole, di conoscere i luoghi anche al di fuori dei classici periodi di afflusso turistico.
Quindi poche scuse, Stua Sa Laste è un’ottima occasione per recarci, durante tutto l’anno, a 1.400 metri di altitudine, per ammirare la vista mozzafiato che ha fatto innamorare i nostri protagonisti e per conoscere, magari facendo due chiacchiere accompagnati da un buon piatto e da un calice di vino, questa coppia che è riuscita a trovare la felicità in un piccolo borgo di montagna.

“Vogliamo fare la differenza. Riuscire con il nostro bar-ristorante a offrire un servizio costante senza rinunciare alla qualità e alla ricerca. Diventare un punto di ritrovo dove riunirsi e stare insieme per godersi quella tranquillità che solo la montagna sa regalare.” (Silvia e Dario)